
Quando ti senti colpito è necessario che trascorra il “tempo della ripresa”.
È molto difficile reagire costruttivamente ad un evento spiacevole.
Alcune esperienze della vita hanno la capacità di incrinare improvvisamente il nostro equilibrio interiore, facendoci sentire vulnerabili e disorientati.
Nell’immediato, spesso, ciò che viene più spontaneo è lasciar fluire tutte le emozioni negative che si provano e tutta la loro energia.
Rabbia, paura, sgomento, disperazione sembrano travolgere tutto il nostro corpo.
Le volte in cui riusciamo a contenere le nostre reazioni possiamo andarne fieri perché abbiamo probabilmente
evitato ulteriori conseguenze spiacevoli, a noi e agli altri.
Prima di essere in grado di invertire totalmente la rotta
e agire in maniera costruttiva a seguito di una grossa delusione o dispiacere
abbiamo bisogno che passi un tempo.
È il “tempo della ripresa”, un tempo in cui il nostro turbinio interiore si placa e c’è spazio per capire come ripartire.
Nel tempo della ripresa i nostri pensieri infatti rallentano, ritornano più lucidi;
la foschia si dirada e ciò che è rimasto integro o si è ricomposto ci spinge nuovamente a galla.
Nello stato del tempo della ripresa i ragionamenti e i giudizi sono più consapevolmente i nostri. Siamo in una condizione in cui ci troviamo più lontani
dall’essere manovrati dalle nostre emozioni.
Rinasciamo ogni volta che entriamo in connessione profonda con noi stessi, quando mente e cuore si uniscono e vibrano alla stessa frequenza.
Questa trasformazione è tuttavia guidata dalla nostra volontà.
Siamo noi che, con la nostra voglia e il nostro impegno, possiamo aprirci a nuovi scenari, verso una nuova condizione e una nuova serenità.